Se gli “apprendisti Ciceroni” sono dei veri professionisti

Si sa, è impresa facilissima accendere i riflettori su quanto di negativo caratterizza la nostra società. Non c’è neanche bisogno di affannarsi più di tanto per individuare una casistica sterminata. È un vizio insano, perverso e anche un po’ masochista. Soprattutto dalle nostre parti, dove si fatica ad ammettere l’ottima riuscita di iniziative realizzate da altri: “bravi, però questo non andava e qua hanno proprio toppato: avrebbero dovuto fare così”, col timbro grave e solenne di chi ha sempre una risposta definitiva. L’arte della ricerca del pelo nell’uovo celata dietro la logica del campanile.
Riflettevo su questo ieri, mentre ammiravo la bravura di alcuni ragazzi del nostro liceo, tutt’altro che improvvisati Ciceroni della “giornata FAI di Primavera”, manifestazione giunta alla 19ᵃ edizione e quest’anno dedicata al centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia. Ho pensato anche che chi vuole smantellare la scuola pubblica è un criminale da contrastare con forza, perché quanto i visitatori hanno potuto apprezzare è il frutto della dedizione e della passione di tanti insegnanti che riescono a trasmettere alle giovani generazioni l’amore per la bellezza del patrimonio artistico, culturale, naturalistico e storico del nostro Paese.
Sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, e con la collaborazione della Presidenza del consiglio dei ministri – Dipartimento protezione civile, il Fondo ambientale italiano ha predisposto l’apertura straordinaria di 660 beni in tutte le regioni italiane (26-27 marzo). A Sant’Eufemia d’Aspromonte, la collaborazione con il liceo scientifico “Enrico Fermi” – in particolare con la professoressa Carmela Cutrì – ha portato alla presentazione di un itinerario storico-artistico completo, interessante e poco noto ai più, che si è sviluppato in due sedi. Il museo della civiltà contadina, diretto dall’infaticabile Caterina Iero, ha ospitato diverse sezioni: i documenti sul Risorgimento e sulla storia locale; l’esposizione dei quadri di Saverio Carbone su Garibaldi e le camicie rosse; i pannelli informativi sulla storia, le tradizioni, le arti e i mestieri; i vestiti dei nostri avi; il lavoro (attrezzi agricoli, apparecchi e arnesi tessili) e gli oggetti delle abitazioni; il tempo libero (strumenti musicali e giochi per bambini del secolo scorso). All’interno della chiesa di San Giuseppe sono stati invece allestiti dei pannelli divulgativi su alcuni artisti eufemiesi dell’Ottocento e del Novecento, tra i quali Carmelo Tripodi, Rocco e Paolino Visalli. Sono state esposte opere scovate in dimenticati ripostigli che andrebbero restaurate per essere meglio valorizzate, così come alcuni pregiati oggetti di arte sacra in oro e argento realizzati dagli antichi cesellatori del posto. In ogni sezione, la garbata presenza degli “apprendisti Ciceroni” del liceo ha costituito il valore aggiunto di un’iniziativa che meriterebbe di essere riproposta durante l’estate, in favore di un pubblico più numeroso. Preparati, spigliati, cordiali: una bella iniezione di fiducia per il futuro della nostra comunità.

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3 risposte a “Se gli “apprendisti Ciceroni” sono dei veri professionisti”

  1. Confermo quanto stai dicendo nel tuo articolo caro Dominik, iniziative di questo genere sono il valore aggiunto per la nostra comunità. I ragazzi sono stati veramente bravi, con spiegazioni esaustive ed eccellenti, speriamo, come tu dici, che questa manifestazione possa ripetersi ancora nel futuro. Credimi, ieri restando a Sant'Eufemia mi sembrava per la prima volta di essere in tutt'altro posto a visitare musei. Questa è la spiegazione che investendo nella cultura e nei nostri ragazzi ce la possiamo fare ad uscire da questa cappa di oblio che ormai ci attanaglia da una trentina di anni. Mi sono permesso di dare un consiglio alla prof. Cutrì e cioè di raccogliere tutta quella serie di documenti storici in un volume a firma dei ragazzi del liceo, per poterlo pubblicizzare. Sai attraverso il convegno e l'iniziativa del FAI ho capito l'importanza che il nostro paese ha avuto nel periodo dei moti dell'800. Grazie a queste manifestazioni sono ancora più orgoglioso di essere Eufemiese. Mi auguro che il futuro di questa cittadina sia più roseo del presente, dato che abbiamo deciso di rimanere qui.

    Enzo Fedele, u cannolu cosi non ti cunfundi.

  2. Sono davvero contenta per la riuscita di questa iniziativa. Una ventata di freschezza portata dai nostri giovani ci voleva! Mi dispiace non averli potuti vedere all'opera, ma conoscendo alcuni di loro e la professoressa Cutrì so che hanno fatto molto molto bene.

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