La colonia estiva dell’Agape 2026

Anche questa “è andata”: ce lo ripetiamo da una trentina d’anni dopo avere accompagnato tutti a casa. Due parole che racchiudono la soddisfazione perché tutto si è svolto nel migliore dei modi. Non si è mai abbastanza esperti e ogni volontario avverte il senso di responsabilità nei confronti delle famiglie che per una settimana affidano all’Agape i propri ragazzi. Una frase che però nasconde, inevitabilmente, un po’ di magone per il tempo volato via troppo in fretta. Si vorrebbe fare di più, si dovrebbe fare di più. Lo sappiamo. Quindi “è andata” diventa un impegno già assunto per la prossima estate. Quel che sarà, si vedrà.
Intanto, ci siamo goduti questa colonia estiva. Il senso del raccontarla, di tentare di raccontarla, è nella speranza di trasmettere il desiderio di provare un’esperienza di volontariato unica soprattutto per le emozioni che riesce a mettere in circolo.
Ognuno di noi ha diritti ma anche doveri nei confronti della società nella quale vive. Tra i doveri, quello di occuparsi degli altri, in particolare di chi sta un po’ più indietro e, spesso, non viene neanche notato. “I care” (mi importa, ho a cuore), aveva fatto scrivere don Lorenzo Milani su una parete della scuola di Barbiana. Ci importa, ecco. Riuscire a far sì che importi anche ad altri sarebbe una grande vittoria. E faciliterebbe un po’ le cose, perché lo sforzo organizzativo dell’iniziativa più caratterizzante dell’Agape è sempre notevole.
La colonia estiva è una magia che si ripete, complicata da riassumere facendo ricorso alle parole del vocabolario ordinario. La colonia è molte cose. È il momento in cui i volontari diventano lo strumento di una comunità generosa, il cui sostegno economico (partecipazione al veglione di fine anno, donazioni) è fondamentale per la realizzazione di tutte le iniziative di solidarietà dell’Agape. È il bambino impazzito di gioia che ripete: «Sono contento perché ho imparato a nuotare!». È Vince che festeggia il compleanno spegnendo la candela su un plumcake, mentre i ragazzi intonano “tanti auguri a te”. È la più piccola della comitiva che incolla stickers e cerotti sulla fronte di tutti. È il repertorio musicale molto vintage dell’auto di Enzo. E poi le caramelle donate da R. ai volontari, l’amicizia nata tra due ragazze, un tuffo dopo l’altro. È Mariella, che da diciotto anni vive a Torino e a marzo già vuole conoscere la data della colonia per potersi organizzare con le ferie in modo da esserci, sempre. È il ricordo di chi non c’è più, ma continua a vivere nel ricordo delle tante giornate trascorse insieme in spiaggia. È il vicino d’ombrellone che compra i ghiaccioli per tutti. È la coppia di sconosciuti che lascia i vassoi con i gelatini per il dopo pizza, nella giornata conclusiva. O quella che passa per una visita, si rimbocca le maniche e dà una mano. È l’emozione della signora del lido che ormai ci ospita da diversi anni, al momento dei saluti. È infine la dimostrazione pratica che non si può fare volontariato se non si è disposti a rinunciare a nessuno dei millemila impegni quotidiani che ciascuno di noi ha. Perché non si tratta di fare qualcosa a tempo perso, bensì di fare qualcosa che dia un senso al tempo. Il nostro tempo, qui e ora.

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2 risposte a “La colonia estiva dell’Agape 2026”

  1. Posso dire io c’ero! Anni fa quando tutto iniziò è stato uno dei miei primi impegni nel volontariato. Anni belli di servizio con i bambini dell’allora orfanotrofio del paese, è bello sapere che quello iniziato anni fa continua ad andare avanti grazie a chi continua a donare con il cuore.
    Un grazie speciale a chi raccoglie il testimone ogni giorno: il tempo dona valore alle cose, ma è l’amore che le rende eterne.

    1. Grazie Simona per il commento: cerchiamo di portare avanti ciò che è stato iniziato molti anni fa, con l’amore e con lo spirito di servizio di chi ci ha preceduti. Un abbraccio

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