La Giornata del malato

La Giornata mondiale del malato, istituita da Giovanni Paolo II e giunta quest’anno alla trentaduesima edizione, anche quest’anno è stata onorata dall’Agape con la visita agli ospiti della RSA “Mons. Prof. Antonino Messina”. Nel suo messaggio, Papa Francesco si è soffermato sulla necessità di “curare il malato curando le relazioni”: «L’esperienza dell’abbandono e della solitudine ci spaventa e ci risulta dolorosa e perfino disumana. Lo diventa ancora di più nel tempo della fragilità, dell’incertezza e dell’insicurezza, spesso causate dal sopraggiungere di una qualsiasi malattia seria. Il tempo dell’anzianità e della malattia è spesso vissuto nella solitudine e, talvolta, addirittura nell’abbandono. […] La condizione dei malati invita tutti a frenare i ritmi esasperati in cui siamo immersi e a ritrovare noi stessi. In questo cambiamento d’epoca che viviamo, specialmente noi cristiani siamo chiamati ad adottare lo sguardo compassionevole di Gesù. Prendiamoci cura di chi soffre ed è solo, magari emarginato e scartato».
Dopo la consegna del dono dell’associazione da parte del presidente Iole Luppino (un cero per la piccola cappella della struttura), i volontari hanno recitato il Santo Rosario condotto dal parroco don Marco. Con la consueta disponibilità e sensibilità, il coro parrocchiale “Cosma Passalacqua”, guidato dal Maestro Angela Luppino, ha aderito all’iniziativa accompagnando le preghiere con l’esecuzione di canti religiosi. Molto intensa ed emozionante la partecipazione attiva di alcuni anziani, tra i quali non c’era purtroppo la signora Rosa, deceduta qualche giorno prima ed alla quale la Giornata è stata dedicata.
Presso la chiesa di Sant’Ambrogio, don Marco ha infine celebrato la Santa Messa in onore dei volontari dell’Agape che continuano a vivere nel ricordo di tutti: Adelina, Anna, Marco, Antonella, Sarina.

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Il Natale di solidarietà dell’Agape

Venerdì 29 dicembre, presso la sala ricevimenti “Cagnolino”, avrà luogo il tradizionale veglione di fine anno che conclude le iniziative del “Natale di solidarietà” dell’Agape.
Le attività dell’associazione presieduta da Iole Luppino hanno avuto inizio il 2 dicembre, con la consegna alla RSA “Prof. Mons. Antonino Messina” di un albero di Natale che dopo le festività sarà messo a dimora nel giardino. I volontari dell’associazione, insieme alle operatrici e agli ospiti della struttura, in un clima di partecipata condivisione hanno poi recitato il Santo Rosario in onore dell’Immacolata.
La realizzazione della seconda iniziativa è stata resa possibile grazie alla sensibilità del coro parrocchiale “Cosma Passalacqua”, con il quale da tempo l’Agape organizza presso la RSA “Messina” momenti di intrattenimento musicale. Con l’accompagnamento del coro, sono stati infatti intonati i canti della tradizione natalizia, eseguiti al ritmo del battito delle mani e con il coinvolgimento degli anziani della struttura, alcuni visibilmente emozionati.
Qualche giorno fa i volontari hanno invece fatto visita ai partecipanti alla colonia estiva per scambiare gli auguri e per consegnare un regalino da mettere sotto l’albero.
L’evento del 29 dicembre non è soltanto l’occasione per trascorrere una serata in allegria tra giochi, canti e balli. Tutte le attività dell’associazione, a cominciare dalla colonia estiva che è quella economicamente più dispendiosa, sono infatti finanziate con il ricavato della tombolata di fine anno. Per questo è importante partecipare. L’Agape è sostanzialmente uno strumento a disposizione del territorio (non l’unico, ovviamente), che consente alla nostra generosa comunità di dare un contributo concreto per la realizzazione di iniziative di solidarietà.
Vi aspettiamo!

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L’umanità dei luoghi

“L’umanità dei luoghi. Storie di volontariato dall’Aspromonte al mare” è un documentario, prodotto dal Centro Servizi per il Volontariato dei Due Mari – ETS e realizzato da MedMedia, che in circa un’ora racconta storie significative di volontariato della Provincia di Reggio Calabria. Si parla anche dell’Agape di Sant’Eufemia d’Aspromonte (al minuto 30:50): anzi, sono i volontari a raccontare e a raccontarsi mentre sono impegnati nella realizzazione della colonia estiva.
Di recente, “L’umanità dei luoghi” è stato selezionato per concorrere al 77° Festival Internazionale del Cinema di Salerno e, fino alle 23:55 del 1° dicembre, è possibile sostenerne la candidatura.
Per votare è sufficiente aprire il link https://show.festivaldelcinema.it/ e registrarsi, fare l’accesso (login) digitando il nome utente e la password, cliccare sulla sezione DOCUMENTARI, trovare “L’umanità dei luoghi” e votare scegliendo il numero di stelline (da 1 a 5).
Consiglio non soltanto di votare: l’intero documentario merita di essere guardato. In Calabria ci sono tante storie belle, che meritano di essere raccontate e conosciute.

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Grazie

Nella sua ormai venticinquennale esperienza di colonie estive, pochissime volte l’Agape ha avuto la fortuna di avere a disposizione la cosiddetta “sedia JOB”, acronimo dell’espressione napoletana “jamm ’o bagno” (“andiamo al mare!”). In quel paio di edizioni, sono stati alcuni lidi e l’Agess di Bagnara Calabra a condividere generosamente con la nostra associazione la speciale carrozzina da spiaggia, che permette ai soggetti con disabilità lo spostamento sulla sabbia e l’entrata in mare. Operazioni altrimenti complicatissime, risolvibili soltanto a forza di braccia.
Qualche giorno fa l’Agape ha ricevuto in dono proprio una sedia JOB, un regalo che i volontari hanno accolto con molta emozione. Nel gesto abbiamo colto l’apprezzamento per le attività che svolgiamo, una sorta di premio alla tenacia senza la quale molte colonie estive probabilmente non si sarebbero potute realizzare. Indubbiamente, ciò rappresenta per tutti noi un’enorme gratificazione.
Il volontariato è materia delicata, che va trattata con grande cautela perché a parlarne si corre il rischio di scadere nell’autocelebrazione. Qualcuno più grande di noi raccomandava: «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra». Lo pensa anche la persona che ha donato la carrozzina da spiaggia all’Agape e che vuole restare anonima.
Noi però lo abbiamo voluto comunicare, così come cerchiamo di dare visibilità a tutte le nostre iniziative di solidarietà. Non per autoincensarci, ma perché siamo convinti che i buoni esempi possono innescare effetti imitativi, esattamente come avviene (purtroppo) per tutte le brutture del mondo.
Con questo spirito, nel ringraziare chi ha dimostrato nei confronti dell’Agape così tanto affetto, per esprimere tutta la nostra felicità prendiamo in prestito le parole di Ligabue in “Almeno credo”: «Credo a quel tale che dice in giro/ che l’amore porta amore».

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I cioccolatini della ricerca Airc

Anche quest’anno l’Associazione di volontariato cristiano “Agape” di Sant’Eufemia sarà al fianco dell’Airc nella tradizionale iniziativa dei cioccolatini della ricerca. Domenica 12 novembre, dalle 9:00 alle 13:00, in piazza Matteotti i volontari si occuperanno della distribuzione delle confezioni da 200 gr di buonissimi cioccolatini Venchi. Chi volesse aderire alla prevendita, può rivolgersi ai volontari indicati nella locandina.
Un contributo concreto al lavoro dei ricercatori Airc, per rendere il cancro sempre più curabile!

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Con Sant’Eufemia tra gli anziani della residenza sanitaria assistenziale

Sin dalla sua fondazione, tra la RSA “Mons. Prof. Antonino Messina” e l’Associazione di volontariato cristiano “Agape” perdura un rapporto speciale, che nel tempo si è consolidato grazie alla realizzazione di iniziative di solidarietà presso la struttura di via Silvio Pellico. Anche ora che non è consentito effettuare le visite come nel periodo pre-covid, sono infatti diverse le occasioni di incontro: il “Natale di solidarietà”, la Via Crucis pasquale, la Giornata Mondiale del Malato, momenti di preghiera nel corso dell’anno con la recita del Rosario.
I volontari si sentono a casa, da parte della direttrice Rossana Panarello e del personale che lavora nella struttura ci sono sempre grande disponibilità, spirito di collaborazione e un’apertura verso l’esterno che non è scontata, ma che è molto gratificante.
Anche questa volta è stato così per l’idea, sposata con entusiasmo dal parroco don Marco Larosa, di fare vivere la novena di Sant’Eufemia anche agli ospiti della struttura, alla quale la presidente dell’Agape Iole Luppino ha consegnato una statuetta della Santa Protettrice. La visita e la recita della coroncina in onore di Sant’Eufemia è stata impreziosita dalla presenza del coro polifonico parrocchiale “Cosma Passalacqua”, con il quale da diversi anni l’Agape – specialmente all’interno della RSA – opera sinergicamente. Vivere al meglio l’associazionismo significa collaborare con le realtà operanti sul territorio, portatrici di identità proprie che, messe insieme, moltiplicano gli effetti positivi delle singole specificità.
Dopo la recita della coroncina, guidata da don Marco, il salone della struttura è stato inondato dalla soave musica del Maestro Angela Luppino e dalle voci del coro parrocchiale, che ha eseguito i canti tradizionali dedicati a Sant’Eufemia: “Tutta bella, tutta pura” e “Leviam giulivi un cantico”. Un’esibizione toccante, alla quale molti anziani hanno dato un attivo e molto emozionato contributo.
Per i volontari dell’Agape i momenti vissuti nella RSA “Messina”, emotivamente forti, sono unici. “Come se qualcuno li disegnasse con cura”, ha commentato un volontario, “ma in questa occasione con una cura addirittura maggiore rispetto al solito”: «Un luogo di sofferenza si trasforma di colpo in un angolo di paradiso nel quale il canto e la preghiera diventano, per chi crede in Dio, speranza di eternità».
La struttura sanitaria è parte integrante della comunità eufemiese. Non è un luogo di morte, bensì un luogo di dedizione, di amore, di vita al di là delle difficoltà e del destino intuibile per coloro che si accingono a percorrere l’ultimo tratto di strada. I quali, proprio per questo motivo, meritano la massima considerazione. Osservando gli anziani e l’attività del personale della struttura si riesce a comprendere quanto sia orrenda l’imperante cultura dello scarto, più volte denunciata da Papa Francesco, e quanto sia inestimabile il valore di ogni singola esistenza umana.

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No casa, no casa

«No casa, no casa». Non sappiamo se il rientro dall’ultimo giorno di colonia dell’Agape sia stato più duro per il nostro nuovo amico o per i volontari. E pensare che l’impatto era stato quasi traumatico. Sì, perché N., otto anni e gli occhi di chi ne ha viste tante per la sua poca età, al mare non ci era mai andato. La sabbia dentro le ciabatte brucia, lui non conosce questa sensazione. Tocca ad un volontario caricarselo in braccio con tutta la ciambella e portarlo in acqua. Ma non vuole entrare perché ha paura, strilla. Occorre pazienza, sedersi sulla battigia e bagnarsi a malapena i piedi. Si calma, anche se lo spavento torna quando un’onda più lunga gli arriva sulle gambe e sale sul pancino. Piange nuovamente. I volontari sono testardi, sanno aspettare. Il bambino non conosce nessuno, è il loro primo incontro. Ci deve prendere confidenza, come con l’acqua del mare. La fiducia arriva piano piano, seduti sulla riva, fino a quando N. non si lascia prendere in braccio e fa ingresso nella vasta distesa blu aggrappato al collo del suo bagnino personale. È fatta. Ora il mare è uno spazio accogliente, N. addirittura imita il volontario che fa la fontana con la bocca e per tutti i restanti giorni sarà un’impresa riuscire a convincerlo, quando arriva il momento di uscire. Anche se fuori si diverte con paletta, secchiello e formine, il pallone di diversi colori.
La magia delle colonie estive dell’Agape è il moltiplicatore d’amore che si sviluppa tra volontari, ragazzi e chi “si trova a passare”: una compagnetta di giochi che non teme il mare agitato, la mamma che regala a N. lo zainetto di Spiderman, la coppia che dà una mano e che R. chiama “u papà” e “a mamma”. Proprio lui che quest’inverno ci aveva fatto tremare e aveva annuito quando, andando a fargli visita, lo avvisammo: «Vedi di riprenderti, che in estate dobbiamo andare al mare». È stato di parola.
Parlare di volontariato è importante: non è vanità, né una forma di autocompiacimento per dire “guardate quanto siamo belli, buoni e bravi”. Serve per attivare sinergie positive di fronte a situazioni di bisogno che esistono, ma che non si possono conoscere se non si ha un “gancio”, se non ci si sporca le mani, se non si entra nelle case. Ed è motivo di orgoglio, per tutti noi, constatare la fiducia delle famiglie che da venticinque anni ci affidano ragazzi da assistere con un’attenzione particolare. È ciò che è successo quest’anno con N., grazie alla segnalazione di un’insegnante della scuola elementare.
Il senso di “fare rete” sta nella collaborazione tra associazioni, istituzioni e comunità. Sta nella generosità della Scuola dell’infanzia paritaria “Padre Annibale Maria di Francia”, che ha messo a disposizione dell’associazione un mezzo di trasporto. Sta nel contributo di tutti coloro che partecipano alla raccolta di fondi nel tradizionale veglione di fine anno, grazie alla quale l’Agape finanzia la colonia estiva.
Ogni edizione ha la sua canzone. L’hit di quest’anno è stata “Supereroi” di Mr. Rain, intonata da grandi e piccoli lungo il tragitto che da Sant’Eufemia conduce a Bagnara: «Non ho molto da darti, ma ti giuro che camminerò a un passo da te».

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L’azalea della ricerca per la festa della mamma

Domenica 14 maggio, in occasione della Festa della Mamma, oltre 20.000 volontari saranno presenti nelle piazze italiane colorate dalle azalee della ricerca AIRC.
Nel 2022, in Italia, sono stati circa 186.000 i nuovi casi di cancro tra le donne. Il più diagnosticato è stato il tumore al seno (55.700), seguito da colon-retto (22.100), polmone (14.600), utero (10.200), tiroide (8.700). A queste vanno aggiunte forme tumorali meno diffuse, ad esempio il linfoma di Hodgkin sconfitto da Francesca, protagonista insieme alla mamma Antonella della campagna di quest’anno, che ha come slogan “La forza delle donne”.
Per il decimo anno consecutivo, a Sant’Eufemia d’Aspromonte saranno i volontari dell’Agape ad occuparsi della distribuzione della piantina simbolo della battaglia contro i tumori femminili.
Con una donazione di 18 euro, potremo festeggiare le nostre mamme e dare un aiuto concreto alla lotta contro il cancro.
Chi volesse aderire alla prevendita, può rivolgersi a Iole Luppino e a Peppe Napoli.
Vi aspettiamo in piazza Matteotti, dalle ore 9.00 alle 13.00.

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Una nuova primavera

Ci siamo lasciati alle spalle tre anni di clausura e di scoramento, complici il Covid e le note vicende che hanno fatto piombare il paese in una sorta di abulia mai conosciuta in passato. Sant’Eufemia ha sempre avuto un tessuto sociale caratterizzato dalla particolare vitalità delle sue associazioni culturali, sportive, di volontariato e di promozione del territorio, dal dinamismo delle scuole e della parrocchia. Da questo punto di vista, il triennio 2020-2022 è stato sconfortante, ancorché comprensibile nel contesto di sbandamento generale causato anche dalla difficoltà di instaurare sinergie istituzionali. Avere privato per oltre due anni il paese di un’amministrazione comunale è stata la carognata più grave subita dalla nostra comunità, non mi stancherò mai di ribadirlo ogni volta che ne avrò occasione.
Alcuni hanno provato a reagire e a loro va riconosciuto il merito di avere tenuto accesa una fiammella, alimentata da iniziative non irrilevanti: la parrocchia, l’Agape, il “Team Bike Sant’Eufemia 1000 km”, mastro Mimmo Fedele con l’Associazione regionale sarti e stilisti calabresi, le scuole, i due cori parrocchiali “Cosma Passalacqua” e “cAntonella gioia”.
Questo per il passato. Il presente, per fortuna, ci parla d’altro. Da diversi mesi a Sant’Eufemia soffia un vento di rinascita che ispira fiducia. Piccole tracce, però incoraggianti, che vanno seguite con attenzione. Su tutte, la costituzione dell’associazione musicale “Thàleia”, composta da ragazzi giovanissimi ma già promotori di numerose iniziative (incontro sul ruolo della donna nella storia musicale, concerto per l’anniversario dell’Unità d’Italia, esibizioni varie), i quali per il solo mese di aprile hanno previsto tre incontri letterari e un concerto in piazza, per la Festa della Liberazione.
Ma anche i protagonisti storici delle manifestazioni eufemiesi sono in fermento. L’associazione di volontariato cristiano “Agape”, che pure in questi anni è riuscita a mantenere la maggior parte delle sue tradizionali iniziative, dopo lo stop dell’anno scorso organizzerà nuovamente la colonia estiva per i disabili. Il “Terzo millennio”, da oltre due decenni protagonista assoluto dell’associazionismo eufemiese, tornerà con la “Primavera di libri” e ha in cantiere ambiziosi progetti nel campo della recitazione e del teatro.
Indizi importanti, che segnalano una ricucitura del tessuto cittadino sfibrato dagli eventi dell’ultimo triennio e che occorre convogliare nella direzione di un’auspicabile ripresa culturale e sociale. I riti religiosi della Settimana Santa hanno registrato un’adesione popolare straordinaria, come non accadeva da tempo e sulla quale è necessario riflettere. Una nuova primavera può infatti sbocciare soltanto se si parte da questo diffuso desiderio di partecipazione, che trae linfa dal sentimento identitario della condivisione di un destino comune.

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Terza stazione

Foto tratta dal profilo Facebook della Parrocchia di Sant’Eufemia

Nella emozionante e molto partecipata Via Crucis cittadina di ieri sera, guidata dal parroco di Sant’Eufemia don Marco Larosa e animata da gruppi, associazioni, scuole e amministrazione comunale, all’Agape è stata affidata la meditazione sulla terza stazione (“Gesù cade per la prima volta”):

«Perché è capitato proprio a me?». Quante volte ci siamo posti questa domanda di fronte a un dramma che sconvolge le nostre esistenze o quella di persone a noi care? Ingiustizia, malattie, morti improvvise o al termine di lunghe sofferenze che non riusciamo a spiegare, né ad accettare. Eventi scandalosi, ma è proprio dallo scandalo delle nostre coscienze che dobbiamo partire. Dallo scandalo nell’accezione biblica di “inciampo”: ostacolo che costringe a soffermarsi e a riflettere. Come ci accade di fronte a Gesù piegato sotto il peso della croce. Gesù non dovrebbe cadere, perché Egli è Dio. Eppure Gesù cade, Egli si abbassa al nostro livello di comuni mortali e nel cadere ci indica la Via.
Don Tonino Bello ci ha insegnato che le ferite sono un’occasione speciale nella vita di ciascuno di noi, se siamo capaci di trasformarle in feritoie attraverso le quali farvi passare la luce della rinascita, la luce che ci rimetterà in piedi. La Luce di Dio.
Per amore Gesù si fa uomo e assume su di sé i peccati dell’uomo, rappresentati dalla croce che lo schiaccia a terra: sfinito, flagellato, sputato e deriso. Una volta caduto, si rialza e riprende il cammino verso il Calvario. Il suo messaggio è: «Rialzatevi e continuate a camminare».
Ogni volta che cadiamo, ogni volta che ci sentiamo umiliati, ogni volta che non vediamo via d’uscita, rialziamoci e continuiamo a camminare: confidiamo nella Sua guida per trovare la forza necessaria ad andare avanti.
Se crediamo in Lui, sopporteremo il peso delle avversità e delle ingiustizie disseminate lungo il cammino che conduce alla Verità. Se ci affidiamo alla Sua Parola, troveremo conforto e pace.

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