
Ogni colonia estiva dell’Agape ha la sua particolare bellezza, che prescinde dai parametri generalmente utilizzati per definire la giornata di mare ideale sulla scorta dell’immaginario “vianelliano”: il mare una tavola blu, il cielo di mille colori, il sole a picco. Sono trascorsi molti anni da quando una ragazza impiegò pochissime parole per cogliere il significato più profondo dell’iniziativa-simbolo dell’associazione: «L’importante è stare insieme». Una frase che rimbomba nelle teste ogni volta che il cielo minaccia pioggia o la schiuma delle onde del mare si insinua minacciosa tra gli ombrelloni. Cerchiamo di andarci ugualmente in spiaggia, perché qualcosa di buono si riesce sempre a cavarlo fuori. Un gelato al lido, la pallina del ping pong che scappa sulla sabbia, il rito della merenda, gli abbracci che non mancano mai. Ecco perché non conta e non è risultato più di tanto pesante fare i salti mortali per realizzare una colonia formato spezzatino in tre diversi momenti, tra luglio e agosto, e non darla così vinta al meteo particolarmente ostile di quest’anno.
«È andata» è la frase che ogni volta riporta ciascuno alla propria quotidianità, anche se ci saranno altre occasioni per incontrarsi e gioire di piccoli-grandi momenti di condivisione.
Sul nastro delle ore spensierate, scorrono le immagini da custodire nel cuore. L’evergreen “Azzurro” cantata a squarciagola sul pulmino trasformato nel treno dei desideri di tutti: desideri semplici e innocenti, a misura di affetto e di attenzione. I selfie di M. che con le dita disegna cuoricini nell’aria e li offre ai volontari, sulle note dei Coma_Cose. I calci a un pallone che non possono non rievocare la caparbia di Giuseppe, anni fa, prima che ci lasciasse. La gioia negli occhi di G. con il “cuore di panna” tra le mani. Le millemila domande di C. sul pranzo di ogni componente della comitiva. La lavanda dei piedi insabbiati di R. tra il fragore delle risate. N. che vuole essere aiutato a tuffarsi tra le onde dentro la ciambella. L’ansia di C. che attende l’arrivo della pizza, seminascosto.
Emozioni che si rinnovano da quasi trent’anni, nell’immutabilità di un’opera caratterizzata dal servizio e dall’amore di coloro che la rendono possibile. L’impegno dei volontari, certo, ma anche il supporto di una comunità generosa, senza il quale sarebbe complicato portare avanti molte iniziative di solidarietà: i partecipanti alla tombolata di Natale, i donatori anonimi, chi sceglie di trasformare in carità il dolore, i contribuenti del 5 per mille, ai quali da parte dell’Agape va il più sentito ringraziamento mentre il sole tramonta e illumina i visi per l’istantanea finale.