Viva il liceo “Enrico Fermi”

Non mi sento un diplomato di serie B, ora che la Fondazione Agnelli ha collocato il liceo “Enrico Fermi” di Bagnara-Sant’Eufemia all’ultimo posto tra i licei scientifici della provincia di Reggio Calabria, in una graduatoria stilata sulla base del rendimento universitario degli studenti provenienti dagli istituti superiori selezionati. Soprattutto, cosa ben più importante, non mi sento un cittadino di serie B.
Dal liceo, negli ultimi quattro decenni, hanno spiccato il volo avvocati, medici, ingegneri, architetti, biologi, docenti che hanno fatto e fanno la fortuna delle realtà in cui vivono e operano. Le sue aule sono state palestra di formazione per professionisti eccellenti; ma, in un campo più largo, hanno fornito a chi le ha frequentate gli strumenti indispensabili per decodificare e interagire con il mondo, insegnamenti che vanno al di là del contenuto dei libri di testo. Il liceo “Fermi”, per Sant’Eufemia, è stato ed è una benedizione di Dio: un presidio culturale dall’impatto decisivo nel contesto locale. Per questo motivo, le graduatorie e le statistiche vanno maneggiate con cura. Le fredde cifre non tengono conto dell’aspetto più nobile nell’operato di una scuola, vale a dire la sua incidenza nel tessuto sociale.
La scuola non può essere un ospedale che cura i sani e respinge i malati: don Milani aveva pienamente ragione. Quindi, i dati vanno analizzati con il sentimento della visione, con la serietà della critica che non nasconde i problemi ma ci si scontra quotidianamente per tentare di risolverli. Il liceo “Fermi” ha allevato professionisti, donne e uomini impegnati nelle associazioni e nella politica, gente che si sporca le mani nella trincea quotidiana della lotta per fare della nostra realtà un mondo migliore, sulla scorta di lezioni di vita che una classe docente sempre all’altezza cerca di trasmettere ai propri studenti. Perché, se la scuola si riduce a deposito di nozioni che passano dai contenitori più grandi a quelli più piccoli, ha fallito la propria missione.
La domanda alla quale statistiche del genere non forniscono risposta è quanto la formazione degli studenti nelle scuole e nelle università del Mezzogiorno contribuisca, paradossalmente, a scavare un solco sempre più profondo tra Nord e Sud. Il problema principale rimane sempre quello dell’irrisolta questione meridionale, che nel passato provocava dal Sud un’emorragia di braccia da lavoro e che oggi assume anche i caratteri dell’emigrazione intellettuale. Il problema è quanto si arricchiscano le regioni settentrionali grazie alla professionalità di giovani meridionali e quanto, di contro, si impoverisca il Sud per l’esodo del proprio straordinario patrimonio di intelligenze ed energie. Ma prima che lavoratori, numeri da incasellare sotto le colonne dei dati sull’occupazione dopo la conclusione del percorso di studi e l’ingresso nel mondo del lavoro, siamo cittadini che vivono di sentimenti e di valori.
No: non mi sento né diplomato, né cittadino di serie B.
Il professore Francesco Idotta, docente di storia e filosofia nella sezione eufemiese del “Fermi”, ha commentato con sintesi efficace: «Le classifiche hanno un senso per chi aspira ad essere il migliore, ma noi aspiriamo ad essere migliori». Parole essenziali per dire tutto quello che c’è da dire.

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3 risposte a “Viva il liceo “Enrico Fermi””

  1. Grazie per queste parole. Insegno da dieci anni nel Liceo Fermi di Sant'Eufemia d'Aspromonte e mi sento di dire che i "percentualisti" della fondazione "Agnelli" ignorano quanto importante sia per l’intero territorio questa istituzione scolastica: è sorprendente e lodevole quanto riescano a ottenere i nostri allievi in cinque anni di liceo, considerati i loro livelli di partenza. Molti di loro, oltre a frequentare la scuola, coltivano la terra e allevano animali (questo è degno di onore e ammirevole) e la maggior parte, quando entra in classe prima, parla solo dialetto. Almeno il trenta per cento, soprattutto tra le ragazze, se non ci fosse questo liceo, concluderebbe il ciclo di studi con la licenza di scuola secondaria di primo grado. Al conseguimento del diploma, dopo cinque anni da incorniciare, si può constatare come delle preziose, ma timide gemme fioriscano dando frutti meravigliosi a questa terra e a questa nazione così distratta. Il reale successo del Liceo Fermi di Sant’Eufemia d’Aspromonte, scuola di frontiera, sta nella sua lotta quotidiana per affermare i valori della legalità, della pace, del rispetto per le istituzioni (quasi sempre assenti sul territorio, se non nella fase della repressione).
    Questo meritorio compito, tuttavia, non mette in ombra il successo della maggior parte dei nostri allievi in tutte le università italiane e non solo. Stiamo preparando una statistica che smentirà quanto scritto superficialmente dalla fondazione Agnelli… perché siamo dell’avviso che occorra interpretare la realtà umanamente e non numericamente. (prof. Francesco Idotta)

  2. Ciao Domenico, ho letto nel Blog,che il Liceo Fermi anche tramite una statistica
    e stato collocato nell ultimo posto in classifica.Nella ditta dove lavoro sono responsabile per le statistiche e credo di poter dire che: valutare/ classificare una scuola tramite la statistica e molto difficile per non dire che e' quasi impossibile.
    In Germania si dice "credi solo alle statistiche che hai fatto tu".Va ammirato il signor Francesco Idotta che prepara una statistica per smentire quello che hanno scritto i cosidetti esperti di stastistica della fondazione Agnelli del lontano Torino.
    Domenico: mi piace il tuo diploma.:-)
    Tanti saluti Cosimo

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