L’istituzione della Consulta comunale

Scade il 16 maggio il termine per presentare la domanda di partecipazione alla Consulta comunale istituita nei mesi scorsi dall’amministrazione Creazzo. Avevamo avuto modo di parlarne (qui) e di auspicare che essa non si risolva in un’occasione persa, come accaduto con l’esperimento realizzato dalla giunta Fedele, una decina d’anni fa.
Il significato politico dell’iniziativa va rintracciato nello sforzo di allargare i confini della rappresentanza e della partecipazione democratica, mediante un processo di inclusione che passa dalla creazione di uno spazio istituzionale di confronto tra amministratori e amministrati.
Ma la Consulta può anche diventare una valida palestra per i giovani che intendono impegnarsi nella vita pubblica, un luogo in cui allenare le capacità di confronto dialettico e di sintesi.
Lo scopo, come si legge nel manifesto pubblico fatto affiggere in questi giorni, è quello di “favorire il raccordo e lo scambio di idee tra la cittadinanza e l’amministrazione comunale”. Compito della Consulta sarà infatti “diffondere informazioni, promuovere lo sviluppo culturale, contribuire all’educazione democratica ed alla formazione intellettuale e civile, garantire il pluralismo, coadiuvare l’attuazione di tutte quelle iniziative idonee a migliorare le condizioni di vita delle varie categorie di cittadini, incrementare e diffondere lo studio e la conoscenza della storia, delle tradizioni locali e dei valori e dei principi sanciti dalla Costituzione Repubblicana”.
Cinque i settori di interessi per i quali i candidati dovranno esprimere la propria preferenza: giovani, cultura, pari opportunità, anziani, attività produttive.
Nel portale del comune è possibile scaricare manifesto, regolamento e modulo della domanda di partecipazione (qui).
Concludendo, la Consulta può rivelarsi un formidabile strumento di democrazia partecipata o uno specchietto per le allodole. Sta alla sagacia dell’amministrazione che l’ha istituita e alla volontà di coloro che vi prenderanno parte fare pendere la bilancia da un lato o dall’altro.

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