La vergogna di quei colpi d’ascia

Il 2 maggio alle ore 10.00 la comunità eufemiese si stringerà attorno al dirigente scolastico Giovanni Geresia, la cui vettura – qualche settimana fa – è stata presa di mira da alcuni vandali. Nella sala consiliare del Palazzo municipale si riunirà infatti il consiglio comunale, in seduta straordinaria “aperta”, e la speranza è che ci sia una massiccia partecipazione per dare una risposta di civiltà alla barbarie e al degrado sociale che si nascondono dietro quei colpi d’ascia affondati sulla carrozzeria.

Che si sia trattato di un episodio squallido e vile mi sembra fuor di dubbio. Ed è pleonastico sottolineare il grave danno d’immagine che ne deriva per l’intera comunità eufemiese.
Ecco, questi sono quei casi in cui la costituzione di parte civile del Comune, in un eventuale processo, rappresenterebbe un bel segnale. Anche se una denuncia contro ignoti difficilmente approderà a qualcosa, visto che a mezzogiorno nessuno ha visto niente, né si è accorto di un paio di delinquenti alle prese con la demolizione di un’automobile in pieno centro.

Gli episodi di vandalismo accaduti negli ultimi tempi contro la Scuola (ricordiamo anche il precedente incendio della vettura della professoressa Daniela Bottari) sono un marchio di ignominia. Facendo una considerazione più generale, va detto che fatti del genere si inseriscono, purtroppo, nella quotidianità delle cronache locali. È sufficiente sfogliare i giornali per verificare come le istituzioni e le strutture scolastiche diventano, spesso e ovunque, bersaglio della violenza. Senza contare i casi meno “eclatanti”, ignorati perché non oggetto di specifica denuncia. Aule incendiate o allagate, docenti minacciati, estintori svuotati, laboratori sabotati, sedili degli autobus distrutti, conducenti umiliati.

C’è evidentemente un problema di educazione e di rispetto per ciò che ci circonda, si tratti di persone o di cose. Tuttavia, nel caso specifico del vandalismo contro le scuole e della violenza contro i docenti, ritengo che la causa vada ricercata nei rapporti che si instaurano tra insegnanti, alunni e genitori. Non ci vuole Sherlock Holmes per intuirlo.

E allora bisogna chiedere con forza principalmente ai genitori uno sforzo di maturità, di responsabilità e di collaborazione con le istituzioni scolastiche. Delegittimare il ruolo dei docenti, al punto da considerare gli insegnanti della scuola primaria poco più che baby-sitter presso i quali parcheggiare i figli, non va bene. Giustificare oltre ogni evidenza le bravate di quelli più grandicelli, procura un grave danno soprattutto agli stessi ragazzi.
Esistono diritti, doveri, responsabilità e ruoli da rispettare: nella famiglia, a scuola, nella società. Da questa consapevolezza bisogna ripartire, per non patire la vergogna e per inseguire il sogno di un futuro migliore.

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2 risposte a “La vergogna di quei colpi d’ascia”

  1. Domenico caro, atti di vandalismo in questi ultimi tempi l'Italia li subisce in ogni campo e ad ogni latitudine , purtroppo…
    Futuro migliore?…sarà un'utopia?

  2. @nella hai ragione, purtroppo… tempi difficili.

    Colgo anche l'occasione per dire che con il consiglio comunale aperto Sant'Eufemia, ahinoi, ha fatto un'ulteriore pessima figura: la sala consiliare è stata riempita dai bambini delle scuole; presenti i rappresentanti delle istituzioni politiche, religiose e militari e delle associazioni; quasi assenti, invece, le famiglie.
    L'8 maggio, alle ore 15.00, è previsto un consiglio d'istituto aperto. Speriamo vada meglio

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