Il Righi e la scuola di oggi tra incudine e martello

Sulla vicenda del liceo Righi di Roma la penso come Dacia Maraini: ogni luogo ha la sua sacralità e a scuola si dovrebbe mantenere un minimo di decoro. Non stiamo parlando del burqa, ma sarebbe ora di finirla con questo finto progressismo che sta creando disastri educativi irreparabili. Ovvio che se una ragazza o un ragazzo entrano in un’aula scolastica come al lido della spiaggia, il problema è a monte, nelle famiglie. La scuola cosa può fare, se poi si trova contro genitori e informazione che fanno passare il messaggio che ordine e disciplina sono il medioevo? A questo aggiungiamoci i disastri di Tik Tok e social vari, utilizzati in maniera impropria: ad esempio, per riprendersi mentre si balla sui banchi della scuola.
Risulta sempre più complicato esercitare con serenità il ruolo di docenti, per il semplice motivo che ormai nessuno riconosce alla categoria alcuna autorità, né sul piano educativo, né su quello prettamente didattico. Tutti ne sanno più di loro e guai a pensare di svolgere la propria funzione senza passare dalle forche caudine delle feroci chat di gruppo dei genitori. Gli insegnanti sottopagati e bullizzati quotidianamente sono le principali vittime di questo sistema. D’altronde, ormai si mette becco anche sui voti. L‘istruzione garantita per tutti non dovrebbe essere sinonimo di “tutti promossi”: e con il massimo dei voti! Se la scuola non è meritocratica e selettiva, ha fallito. Oggi non lo è: per cui assistiamo al paradosso, certificato, di giovani laureati che non riescono a scrivere in italiano corretto e che hanno difficoltà con la comprensione del testo.
In altri tempi nessuno si sarebbe sognato di sollevare l’opinione pubblica contro l’insegnante del Righi, nonostante il pesante rimprovero rivolto all’alunna, ammesso dalla stessa docente. La questione sarebbe stata risolta tra scuola, famiglia e studenti senza diventare titolo di apertura dei TG nazionali.
Pesante rimprovero, sì. Basta pure con il terrorismo mediatico per cui ogni apprezzamento o rimprovero è sessista o razzista. L’ipocrisia del politically correct è uno dei mali più dannosi della decadente fase storica che stiamo attraversando.

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