C’è posto per te

Nel Parlamento subalpino prima e in quello italiano dopo, il ricorso a infornate senatoriali per rafforzare maggioranze traballanti costituiva una tecnica di governo ricorrente poiché, essendo il Senato di nomina regia e la Camera elettiva, non erano infrequenti i contrasti tra i due rami dell’assemblea legislativa. Soltanto nei tre governi preunitari guidati da Cavour tra il 1852 e il 1861 furono ben 158 le nomine di nuovi senatori, un esercito indispensabile per schivare il rischio di imboscate parlamentari, ma anche l’inizio di una tradizione istituzionale che in seguito avrebbe avuto largo successo. È stato Pierferdinando Casini a ridare attualità al termine “infornata”, commentando l’allargamento dell’esecutivo realizzato nell’ultimo consiglio dei ministri. Anche se là si trattava di nuovi senatori e qua di new entry al governo, il fine è analogo. Assicurare all’esecutivo una maggiore stabilità.
Alla Calabria è andata di lusso, con due sottosegretari da esibire come prova dell’attenzione del governo per la nostra martoriata regione: Antonio Gentile, noto per la candidatura di Berlusconi al premio Nobel per la pace, e Aurelio Misiti, ex tutto (Pci, Cgil scuola-università, assessore regionale con Chiaravalloti, Idv, Mpa). E gli altri? Luca Bellotti, Roberto Rosso, Catia Polidori e Gianpiero Catone sono pidiellini “di ritorno”, pentiti dell’iniziale adesione alla svolta finiana e rapidamente rientrati all’ovile. Meritavano un premio. Daniela Melchiorre, già sottosegretario con Prodi, il 14 dicembre aveva votato per fare cadere il governo, ma si sa: i tempi della politica sono velocissimi. Anche le conversioni. Roberto Villari e Bruno Cesario provengono invece dal Pd, così come Massimo Calearo, neo consigliere personale del presidente del consiglio per il commercio estero. Nessuna sorpresa, soprattutto per Calearo, la cui “nomina” in Parlamento, fortemente voluta da Veltroni, aveva fatto storcere il muso alla base dei democratici, per nulla convinta di essere rappresentata dall’imprenditore vicentino.
La ratio delle nomine è stata spiegata dal premier: era necessario sostituire i membri del governo dimessisi dopo il passaggio all’opposizione ed “era logico assegnare quei posti al gruppo che ha sostituito Fli”. Un così elevato numero di poltrone assegnato ad un gruppo dall’indefinita forza elettorale induce però inevitabilmente alla malizia, di certo non stemperata dall’ulteriore infornata preannunciata per soddisfare gli appetiti degli esclusi. Affinché il governo duri, occorre accontentarli uno ad uno. C’è poi un piccolo dettaglio da considerare: tra i cosiddetti “responsabili”, alcuni provengono da formazioni diverse rispetto a quelle presentatesi agli elettori. Proprio per questo Napolitano ha invitato il Parlamento ad esprimersi sulla nuova situazione. Non un voto di fiducia (ce ne sono stati diversi dal 14 dicembre scorso), ma un passaggio necessario perché, per il funzionamento degli istituti democratici, la forma vale quanto la sostanza e occorre chiarire nella sede opportuna quali sono i limiti della maggioranza.
Berlusconi sta attraversando la sua fase di maggiore debolezza. Lo si evince anche dalla scomposta reazione all’invito del capo dello Stato. Tuttavia, è desolante l’inconsistenza dell’opposizione, capace di dividersi su tutto, come la recente vicenda delle mozioni sull’intervento in Libia ha confermato. Lo scollamento tra Pd e società, il massimalismo dipietrista, Vendola-Calimero, l’ambiguità di Casini (all’opposizione a Roma, al governo in molte realtà locali) e l’incognita Fli. In un contesto del genere, i pericoli per il presidente del consiglio possono venire soltanto da una congiura interna. Gli altri possono soltanto fare il tifo per Bruto.
 
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5 risposte a “C’è posto per te”

  1. Per l'ennesima volta la mia coscienza, molto, ma molto arrabbiata mi spinge ad una riflessione:
    Abbiamo e stiamo festeggiando l'Unità d'Italia in tutte le salse, sembra che in gran parte degli Italiani sia rinata la coscienza e l'orgoglio di far parte di una patria, ora mi chiedo, ma l'Italia cos'è? forse una dimensione più allargata di quella squadra di calcio per cui ogni quattro anni stiamo con il cuore sospeso e ci riuniamo condividendo stessi sentimenti e passione, pronti a saltare ed esultare per ogni goal fatto, a imprecare sdegnati per quello subito, o contro quell'arbitro che è stato ingiusto nei nostri confronti? E allora siamo felici quando vinciamo, delusi, ma con la coscienza a posto quando perdiamo, perché il nostro sostegno di tifosi, il nostro appoggio l'abbiamo dato quando ce ne è stato bisogno?
    Forse aveva ragione un grande statista americano, di cui in questo momento mi sfugge il nome: prima di avere la democrazia bisogna essere democratici… e forse gli Americani se la meritano la democrazia, sicuramente gli Italiani NOOO!
    Non sono mai stata di sinistra, i valori in cui profondamente credo mi hanno sempre fatto stare al Centro, ma sicuramente lo spettacolo insulso della politica italiana negli ultimi anni mi fa venire il voltastomaco. Si gioca con la nostra vita, con il nostro futuro, ma soprattutto con il futuro delle nuove generazioni, E SI STA A GUARDARE. Le famiglie italiane sono alla frutta e la benzina tocca le stelle (è vero, c'è la crisi libica, ma non bastava il rincaro INGIUSTIFICATO che era stato fatto prima?)… E STIAMO TUTTI A GUARDARE. La disoccupazione cresce a dismisura, e quei pochi che vorrebbero assumere non lo possono fare perché oberati dalle tasse che devono versare allo Stato per mantenere un nuovo assunto… E STIAMO A GUARDARE. La scienza, o almeno quei pochi uomini di scienza che hanno un po' di spazio nella TV non fanno altro che ripetere che le energie alternative offrono possibilità impensabili, e basterebbe sfruttare l'energia solare per riscaldare tutto il pianeta (del resto io sono sempre convinta che Dio ha fatto bene tutte le cose, e Uno che ha saputo concepire un universo così splendido, un creato così meraviglioso, con un equilibrio così stupefacente, penso che qualcosa l'abbia pure pensata… ma i figli di Adamo sono sempre più intelligenti di Dio!), invece no: si deve per forza insistere sul petrolio, e sul nucleare, di cui ogni uomo che abbia un po' di buon senso capisce la pericolosità e comprende quanto sia falsa quella certificazione di sicurezza che gli uomini di destra continuano a propinarci; naturalmente questa soluzione non fa molto gola a quelle lobby che poggiano la loro ricchezza su tutto ciò che gira intorno al petrolio, o al nucleare… e allora anche in questo caso STIAMO A GUARDARE.

  2. A livello mondiale ormai si associa la parola lavoro a mobilità, e invece tutti siamo d'accordo con la Lega che innalza barriere… la curva Sud non è convinta di questa strategia di gioco, ma il coach ha sempre ragione, e allora STIAMO A GUARDARE! La televisione di Stato (fatta eccezione per le fasce di orario in cui davanti alla TV ci sono solo casalinghe che poco sono interessate a determinate tematiche, o altre in cui chi lavora è troppo stanco per poter stare davanti alla televisione), ci propina solo tette e culi, pettegolezzi su fatti di cronaca, (che sono i più grandi problemi dell'Italia!), e ci ripropone il martellante refrain che "la vita è tutta un quiz", che è diventata l'unica speranza, l'unica certezza e l'unico obiettivo della nuova filosofia di vita in cui è bene che gli Italiani credano……. (la formula panem et circenses si dimostra sempre vincente a dispetto dei secoli che passano, anche se sul primo elemento c'è qualche pecca! )…E NOI STIAMO A GUARDARE!!!! Però dobbiamo dire pure che quando il Santoro di turno ci pone davanti agli occhi alcune verità scomode della nostra Italia, ci indigniamo! Allora siamo con la coscienza a posto!!!
    Queste mie riflessioni da che cosa sono partite? Ripeto, il tuo articolo è davvero splendido Dominik, come tanti altri che hai scritto, ed è bello pensare che c'è gente che pensa, che vede, e che ancora non ci hanno ridotti tutti a babbei. Ma perché dobbiamo sopportare tutto questo, perché la nostra voce non ha senso, perché la gente che ancora sa distinguere il bene dal male, che ha una sana concezione della politica non ha nessuna chance di cambiare le cose.
    Il Cogito ero Sum cartesiano mi riempie di orgoglio perché l'Uomo ancora esiste, ma forse oggi c'è urgente bisogno di un altro passaggio
    COGITO… FACIO… ergo SUM.

  3. Concordo pienamente con te. Per quanto mi riguarda, nel mio piccolo, non starò più a guardare. Ma come si dice dalle nostre parti, "na nuci nta nu saccu non scrusci"… io credo che sia la possibilità affinché le noci dentro il sacco siano tantissime, ma non dipende solo da me, io valgo per uno

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