Un voto utile

Credo nelle idee e credo negli uomini e nelle donne che quelle idee fanno camminare sulle proprie gambe. Che per quelle idee sono disposti a lottare, ad abbandonare il porto sicuro per affrontare il mare aperto con tutte le insidie che tale rischio comporta. Per questo sono convinto che esista un solo “voto utile”: quello che la nostra coscienza riconosce come rappresentativo del proprio bagaglio di valori e della propria storia personale.
Domenica voterò LIBERI E UGUALI per votare “a favore di qualcosa” e non “contro qualcuno”. Il voto è talmente sacro che in ogni caso va rispettato, anche quando dista mille miglia dalle proprie convinzioni. Non penso che siano stupidi o delinquenti gli elettori che sceglieranno altre formazioni politiche. Ma questa campagna elettorale non mi è piaciuta, a tratti è stata insopportabilmente volgare, indirizzata contro avversari demonizzati o ridicolizzati. Rivolta alla pancia degli elettori.
Credo nella politica sobria e seria, mi indispongono le urla e le offese. E credo in un progetto, quello di LIBERI E UGUALI, che va oltre l’appuntamento elettorale e ha l’ambizione di ridare dignità e riconoscibilità a una sinistra attenta ai bisogni degli ultimi. Una sinistra che abbia ancora la forza di indignarsi di fronte a politiche del lavoro umilianti, che vorrebbero fare passare come una conquista la precarizzazione selvaggia di milioni di giovani. Una sinistra che difenda con forza il carattere pubblico della sanità e della scuola. Una sinistra capace di rispondere alla sfida degli esodi biblici contemporanei con umanità.
LIBERI E UGUALI non è un punto d’arrivo: rappresenta l’inizio di un percorso difficile e affascinante, che proprio per questo condivido. Sarà importante avere una rappresentanza parlamentare, la più ampia possibile, per portare avanti tematiche sociali che altrimenti rischiano di scomparire dall’agenda politica per i prossimi cinque anni.
Non è il momento delle polemiche, anche se in questi giorni se ne stanno facendo tante. Ma non mi appassionano. Mi appassiona invece l’idea di un “nuovo inizio”, che vedo possibile e necessario.

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