Novecento

Renato Guttuso, “Contadini al lavoro” (1951)

Tra le tante cose scritte nel 2020, oggi mi è capitato di rileggere un pensiero dedicato al mio paese, una comunità composta da gente laboriosa, molto distante dall’etichetta approssimativa e ingiusta che le è stata appiccicata addosso. Mentre scrivevo, pensavo ai sacrifici delle generazioni del secolo scorso e alla validità della loro lezione per i giovani di oggi.

NOVECENTO
Non volevamo il cielo
ma zolle da dissodare
fragranza di pane
stanze tiepide.
Sui sentieri di spine
abbiamo piantato i nostri anni
madidi
spazzati e germogliati
altrove.
Parlavamo l’idioma universale
del lavoro
della dignità,
le creature aggrappate
a mani intarsiate
dalla fatica del futuro.
Tenete a mente
i nostri volti riarsi
portateli a spalla
come una reliquia.

4 giugno 2020

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