Francesco Morabito, un eufemiese dal cuore d’oro nel ghetto di Bauleni

Nato come insediamento umano non autorizzato nel secondo dopoguerra, il ghetto di Bauleni a Lusaka, capitale dello Zambia, conta oggi oltre 50.000 abitanti distribuiti su una superficie di 240.000 metri quadrati. Le popolazioni degli slums sono gli invisibili della storia: disoccupati, alcolizzati e drogati, prostitute e delinquenti di ogni età. Un’umanità derelitta che vive in abitazioni dalle condizioni igienico-sanitarie precarie, dove spesso manca l’acqua e la corrente elettrica non viene erogata con continuità, con le strade di fango invase dai rifiuti. Nascosta agli occhi del mondo, se non fosse per gli uomini e le donne di buona volontà che trasformano la propria vita in un raggio di sole per gli scarti della società.
Da un decennio opera a Bauleni l’ONG “In&Out of the Ghetto”, fondata nel 2012 da Diego Cassinelli, che promuove progetti nel campo educativo e sportivo. Con questa e con altre ONG e associazioni che si occupano dei bambini di strada è entrato in contatto l’architetto eufemiese Francesco Morabito, amministratore delegato di TCZ (Technital Consulting Zambia), società che dal 2018 sviluppa gratuitamente progetti finalizzati al miglioramento della vita dei bambini, in particolare mediante la realizzazione di infrastrutture e impianti sportivi. Un’attività di responsabilità sociale d’impresa (CSR: corporate social responsibility) che, mettendo al centro l’uomo e la natura, intende realizzare lo sviluppo delle comunità locali in una cornice di sostenibilità, riqualificazione e mitigazione ambientale.
Prima di arrivare nello Zambia Morabito ha diretto per quasi due anni gli uffici della Technical a Gibuti. Qui ha realizzato la prima iniziativa di CSR, con la riqualificazione del cortile del centro della Caritas che ospita bambini di strada, ai quali viene distribuito il pasto, e che sono destinatari di attività formative, ricreative e di integrazione sociale.
A Mthunzi Center, altra realtà ai margini, di grande impatto sociale è stato invece il progetto di Morabito per il primo complesso sportivo della zona su un terreno della Comunità di Koinonia, una comunità agricola autosufficiente in virtù dei terreni acquistati decenni fa da Padre Kizito e coltivati da famiglie del luogo con il sostegno di “Amani for Africa”, guidata in Zambia da Giacomo D’Amelio.
La mission di “Amani”, che opera in Kenia, Zambia e Sudan, è nelle parole di presentazione del sito internet: «Siamo al fianco di centinaia di bambini e giovani che nelle periferie delle grandi metropoli dell’Africa sub-sahariana vivono da soli in strada, lontani dalle loro famiglie, in pericolo costante e senza la speranza di un futuro. Vogliamo dare loro un’opportunità». Soluzioni africane a problemi africani, per guardare con speranza al futuro, «perché ogni bambino e giovane africano, costretto a vivere sulla strada, nelle grandi metropoli e nelle zone rurali, ha diritto ad avere un’identità, una casa, cibo, istruzione, salute e l’affetto di un adulto».
Il cuore della Comunità di Koinonia è Mthunzi Center. La traduzione della parola “Mthunzi” è “rifugio”: un porto sicuro che ospita circa 60 bambini di strada, ai quali vengono garantiti retta scolastica, assistenza sanitaria, sostegno individuale e familiare.
Morabito ha curato e diretto i lavori di riqualificazione dei dormitori, bagni, lavanderie, uffici, refettorio, cucina, teatro, sala giochi e cortile del centro di accoglienza per i bambini di Koinonia. I progetti di rigenerazione prevedono inoltre il recupero di uno spazio utilizzato per diverse attività e giochi, la trasformazione in palestra e spogliatoi di un edificio inutilizzato, la realizzazione di un campo di calcetto e di basket.
Le iniziative di Morabito non si limitano ai lavori di riqualificazione ambientale: ad esempio, la sostituzione delle coperture in eternit. Molto importante è anche l’attività di coinvolgimento della popolazione locale in eventi socio-ricreativi. Tra i circa 10.000 che vi assistettero nel piazzale del campo sportivo di Bauleni, è ancora vivo il ricordo del “Concerto di Natale” organizzato il 28 dicembre 2019 in collaborazione con Diego Cassinelli e con il performer zambiano Cactus Agony. Uno spettacolo di quasi otto ore che ha registrato l’adesione dei più famosi artisti locali, i quali tra un’esibizione e l’altra hanno sottolineato la necessità di spezzare le catene del silenzio sugli abusi sessuali, ribadito il dovere di proteggere i bambini e rivendicato il loro diritto ad un futuro migliore.

Per ulteriori approfondimenti: https://www.rivistaliquida.it/francesco-morabito-architettura-e-responsabilita-sociale-dimpresa/?fbclid=IwAR3-0bgU8QERYIE14wjzM-uMYeFe2jIVTib62Ui1sD98sM3oI8knfCTgFsQ#more-24307; https://www.rivistaliquida.it/francesco-morabito-concerto-di-natale-per-i-bambini-di-bauleni/?fbclid=IwAR2j2rrCsMuAJ-InDjtviXiKWDr5oTHgOp7aCjIfBFh4PlfB0-cjgnIk5bE; https://www.rivistaliquida.it/francesco-morabito-progetti-a-sostegno-dei-bambini-di-strada/?fbclid=IwAR2EvIGK8wi8XZzA9N5pTl7niPzZlTAE8gRk4rsnpId4ymALnGTxTeExEXM;

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