
La Pasqua di solidarietà dell’Agape si è sviluppata in tre momenti di grande intensità emotiva. Il 28 marzo volontari, personale e anziani della RSA “Antonino Messina” hanno ripercorso le tappe della Passione di Gesù: di stazione in stazione, tra le poltrone occupate dagli ospiti della struttura. “Prima di tutto la vita”: il tema della via crucis è stato al centro delle riflessioni lette dai volontari, mentre croce e cartelli venivano spostati all’interno della sala ricreativa.
La diagnosi di una malattia riporta tutti alla dimensione di fragilità della natura umana, ma non deve fare dimenticare che il malato resta un essere umano, al quale vanno riconosciuti diritti, dignità, rispetto. La vita va promossa in tutte le sue dimensioni e ogni malato è un essere umano unico e irripetibile. «Spesso vediamo il dolore altrui, ma per paura di esserne coinvolti volgiamo le spalle e non sappiamo accompagnare e dare sollievo a chi è nella sofferenza»: non sappiamo essere buoni cirenei, non riusciamo ad esprimere vicinanza e conforto. Bisogna pertanto operare affinché solitudine e desolazione non segnino l’esistenza di chi è malato e anziano.
Un concetto ribadito da don Enzo Gioffré, con parole che hanno toccato le corde più profonde dell’animo, nell’omelia della Santa Messa celebrata nella struttura il primo aprile e incentrata sul valore della vita umana: «Quanto vale una vita umana? Quanto quella di un anziano?».
Nella celebrazione don Enzo è stato assistito dal diacono Vince Cutrì, mentre l’accompagnamento musicale, intenso e commovente, è stato curato dal coro parrocchiale “Cosma Passalacqua”, presente con il Maestro Angela Luppino e con le coriste Noemi Flores e Rachele Pellegrino.
Al termine della funzione sono state distribuite le immaginette del Cristo Risorto con stampati sul retro gli auguri dell’Agape, mentre un uovo di Pasqua è stato donato alla struttura dalla presidente Iole Luppino.
Il terzo appuntamento ha infine avuto come protagonisti i partecipanti alla colonia estiva, con i quali i volontari hanno trascorso una serata conviviale presso il teatro della scuola paritaria “Padre Annibale Maria di Francia”, conclusasi con la consegna delle uova pasquali a grandi e piccini.
Le festività in generale, ma la Pasqua in particolare, ci ricordano quanta solitudine e quanto dolore circondino le nostre vite fortunate. Sono in tanti, nel mondo ma anche vicino a noi, a non festeggiare perché non hanno cosa festeggiare: chi ha fame, chi ha sete, chi non ha di che vestirsi, chi è forestiero, chi è malato, chi è carcerato, chi è giunto alla fine del viaggio. A loro vadano un pensiero particolare e una speciale preghiera.




